SALITE E DISCESE

03

FEBBRAIO, 2017

di Martha

Fisioterapia
Storie
#betterathome

A Luca non piace raccontare la sua storia.
Da quando lo conosco, downhill è l’unica parola che ho sentito riguardo al suo incidente… io che il downhill non so nemmeno cosa sia.

Ma in fondo a cosa serve sapere il perché, il come, il quando… l’incidente fa parte del suo passato e Luca guarda avanti, con la determinazione e la forza d’animo di un supereroe.
Schietto, testardo, genuino, umile, dal primo momento in cui lo abbiamo incontrato abbiamo capito subito che volevamo essere parte del suo cammino.
Decidiamo così di proporgli di testare il prototipo del nuovo prodotto per la riabilitazione domiciliare: Riablo Home. Bluetooth, sensori inerziali, pedana di pressione, biofeedback… per uno che di mestiere ha fatto sempre il muratore queste parole non hanno un gran significato, ma a Luca non importa sapere cosa siano, ci vuole provare.

Luca durante un test di controllo.

Ed è così che una mattina di agosto mi trovo sulla strada per Stenico, un piccolo paesino di 1000 abitanti, con in macchina un piccolo computer, una pedana e dei sensori.
Mi ricordo ancora quando abbiamo provato insieme gli esercizi per la prima volta, la gamba destra era molto più debole della sinistra, dovevamo differenziare tipologia di esecuzione e angoli target: isometria per quella più forte, ripetizioni per quella più debole, un angolo per la sinistra, un angolo inferiore per la destra.
Qualche “non ce la faccio” l’ho sentito, ma l’ho sempre visto provare.

“In dialetto Trentino si dice “calcagiara”, significa schiacciasassi… non riesco ad immaginare un termine migliore per descriverlo.”

Si allena tutti i giorni: Riablo, piscina, fisioterapia. Alle 9 è il turno di Corehab, guai a dimenticarsi di caricare gli esercizi… puntualmente alle 09.01 arriva la chiamata o il messaggio “Ciao, mi carichi gli esercizi per favore?”.

In dialetto Trentino si dice “calcagiara”, significa schiacciasassi..non riesco ad immaginare un termine migliore per descriverlo.

Giorno dopo giorno, allenamento dopo allenamento, vediamo i suoi miglioramenti dai grafici degli esercizi… piano piano gli angoli aumentano, così come le serie e le ripetizioni… la gamba destra è arrivata a fare le stesse cose della sinistra, agli esercizi da seduto abbiamo aggiunto quelli in quadrupedia, movimenti che all’inizio riusciva solo a visualizzare ora sono reali.
E siamo sicuri che questo sia solo l’inizio.

Luca durante un esercizio con biofeedback.

Questa è la storia che vogliamo raccontare, questa è la storia che ci interessa, non quella dell’incidente.

Una storia di tenacia, di costanza, di forza di volontà, di come la tecnologia può aiutare una persona a ricostruire il proprio futuro.
Ma non solo… è anche la storia di un ragazzo con una famiglia al suo fianco che lo supporta e gli dà forza. Come Silvia, sua moglie, presenza costante e insostituibile nel suo percorso.

Grazie Luca, perché ci hai insegnato che nella vita non bisogna mai arrendersi e che i supereroi non esistono solo nei fumetti (;

Vuoi aggiornamenti dal blog?
Iscriviti alla nostra newsletter.

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close