Nessun posto è come casa tua, anche per la riabilitazione!

09

OTTOBRE, 2019

Home rehabilitation, telerehabilitation, distance therapy

Quando ci si trova ad affrontare un intervento chirurgico programmato o di urgenza, oppure si è vittime di problematiche di natura neurologica o neurodegenerative, subito ci viene predetto un lungo e importante periodo di riabilitazione.
Immediatamente ci vediamo costretti in un letto di ospedale, annoiati e doloranti, a mangiare e dormire insieme ad altri pazienti e ad aspettare il nostro turno ogni giorno per fare fisioterapia o semplicemente alcuni esercizi riabilitativi.

Ma come abbiamo osservato anche nel nostro precedente post, le risorse pubbliche a disposizione di quei pazienti che non sono pazienti fragili o non hanno comorbidità importanti sono sempre meno, e pertanto la degenza ospedaliera viene sempre più ridotta al minimo.

In aggiunta, la tendenza di molti ortopedici dopo interventi di protesi di anca o ginocchio, è quella di dire al paziente che la riabilitazione non serve, che basta camminare e stare un pò attenti e tutto tornerà come e meglio di prima. Niente di più falso!

I pazienti si trovano così abbandonati a loro stessi, magari senza dolore perchè l’intervento è riuscito, ma non sanno come affrontare quell’importantissimo periodo che segue un evento traumatico e in cui si ricostruiscono i pattern neuromotori che il nostro cervello ha prontamente cancellato.

Eppure le cose sarebbero molto semplici. Secondo una ricerca pubblicata sul Medical Journal of Australia nel 2018, la maggior parte dei pazienti privati ​​che hanno subito un intervento chirurgico di protesi di ginocchio guariscono altrettanto bene con una forma di riabilitazione che prevede poche e mirate visite ambulatoriali con dei compiti assegnati dal fisioterapista al paziente, a confronto con una degenza di 10-15 giorni in clinica.

Grazie a questa ricerca è stato scoperto che le persone che hanno avuto un’artroplastica totale di ginocchio semplice si riprendono altrettanto velocemente e con risultati simili dopo la riabilitazione ambulatoriale – che coinvolge le persone che lasciano l’ospedale e hanno visite regolari da un fisioterapista – piuttosto che la costosa opzione di ricovero del paziente, in cui i pazienti rimangono ospedale per la loro riabilitazione, ovvero quasi esclusivamente per fare esercizi ripetitivi supervisionati da un fisioterapisti e mangiare e dormire ai ritmi dell’ospedale. Non solo: sempre secondo lo studio, la maggior parte dei pazienti privati ​​poteva evitare di restare fino a due settimane in ospedale, e avrebbero potuto evitare a loro stessi o ai loro assicuratori di spendere diverse migliaia di dollari.

“Se le condizioni al contorno lo permettono, è fondamentale che ai pazienti sia proposto un percorso alternativo alla degenza in clinica, in cui gli esercizi vengono fatti a casa con la supervisione da remoto di un fisioterapista.  

Ci sono numerosi studi che dimostrano la qualità della riabilitazione a domicilio e il fatto che si ottengono sempre risultati comparabili alla riabilitazione in clinica.
Solo che quando i pazienti stanno in clinica occupano spazi, costano alla loro assicurazione o al sistema sanitario nazionale e soprattutto sono lontani da casa loro, molto spesso il posto migliore in cui stare.

Per questo motivo, noi di CoRehab stiamo validando clinicamente le nostre tecnologie in diversi ambiti per provare che la riabilitazione domiciliare è efficace come quella in clinica, e anzi porta a notevoli vantaggi per tutti.

È il caso dello studio clinico condotto nell’ambito del progetto finanziato dalla UE Magic PCP: abbiamo già oltre 40 pazienti post ictus che stanno utilizzando un nostro prodotto non ancora sul mercato (denominato WeReha) nella comodità della loro casa e sempre supervisionati da competenti fisioterapisti e terapisti occupazionali di alcuni ospedali pubblici o privati:

Inoltre, stiamo avviando studi nella provincia di Trento utilizzando il dispositivo Kari con pazienti che hanno subito interventi di artroprotesi di anca o di ginocchio. 

In tutti questi casi, oltre a dimostrare l’equivalenza clinica del trattamento con le nostre tecnologie, vogliamo dimostrare che con un semplice cambiamento nei modelli organizzativi, spostando una fase della riabilitazione a casa e supportandola con semplici tecnologie come Kari o WeReha tutti possono avere un vantaggio e un beneficio.

La missione di CoRehab è anche quella di rendere l’esercizio accessibile ovunque e per questo lavoriamo ogni giorno.

Crediamo che la riabilitazione domiciliare, o teleriabilitazione, o riabilitazione a distanza sia veramente una risorsa di cui pazienti e professionisti hanno bisogno e che con la nostra competenza e professionalità renderemo accessibile a sempre più persone in Italia e nel mondo. 

Bibliografia:

  1. Remedios López-Liria, David Padilla-Góngora, Daniel Catalan-Matamoros, Patricia Rocamora-Pérez, Sagrario Pérez-de la Cruz, and Manuel Fernández-Sánchez, Home-Based versus Hospital-Based Rehabilitation Program after Total Knee Replacement BioMed Research International Volume 2015,
  2. Buhagiar MA, Naylor JM, Harris IA, et al. Effect of inpatient rehabilitation v.s a monitored home-based program on mobility in patients with total knee arthroplasty: The HIHO randomized clinical trial. JAMA. 2017;317(10):1037–1046. doi:10.1001/jama.2017.1224  
  3. Fleischman, A., Austin, M., Purtill, J., Parvizi, J. and Hozack, W. (2018). Patients Living Alone Can Be Safely Discharged Directly Home After Total Joint Arthroplasty. The Journal of Bone and Joint Surgery, 100(2), pp.99-106.
  4. Stolee, P., Lim, S., Wilson, L. and Glenny, C. (2011). Inpatient versus home-based rehabilitation for older adults with musculoskeletal disorders: a systematic review. Clinical Rehabilitation, 26(5), pp.387-402.
  5. Nancy E. Mayo, Stroke Rehabilitation at Home: Lessons Learned and Ways Forward Originally published May 2016 https://doi.org/10.1161/STROKEAHA.116.011309 Stroke. 2016;47:1685–1691

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