Riabilitazione domiciliare: futuro o realtà?

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OTTOBRE, 2019

Training New technologies

Quasi ogni giorno sentiamo parlare di inverno demografico, invecchiamento della società occidentale e prossimo collasso dei sistemi sanitari europei se non si interviene per tempo cambiando modelli organizzativi e metodologie di intervento. 

Le problematiche muscolo-scheletriche rappresentano una buona fetta del problema: diventando più longevi siamo anche più fragili e il nostro apparato locomotore si usura più facilmente, portando a problematiche così diffuse da diventare quasi una piaga sociale. 

Se a questo aggiungiamo anche lo stile di vita sedentario e la scarsa propensione a un esercizio fisico mirato alla prevenzione, il problema assume dimensioni quasi catastrofiche.

In questo contesto, la tecnologia e l’innovazione possono dare un grande contributo, aiutando chi diventa paziente e i suoi caregiver a fare buona parte del percorso riabilitativo nella comodità della propria casa, lasciando spazio nelle strutture sanitarie a chi ha reale bisogno di una supervisione costante. Tradotto: se il percorso di recupero in seguito a una problematica muscolo-scheletrica richiede “soltanto” l’esecuzione di una routine di esercizi una o più volte al giorno, perché il paziente non può farlo a casa sua semplicemente monitorato da remoto dal fisioterapista di fiducia?

Tutto il nostro percorso fino ad oggi è stato finalizzato a capire come la tecnologia può aiutare realmente pazienti e professionisti del movimento nell’esecuzione dell’esercizio. Per questo abbiamo creato Riablo nelle versioni Premium, Gold, Silver e Basic, pensate specificatamente per la clinica riabilitativa o il centro di riabilitazione che tratta pazienti ortopedici, neurologici o sportivi. In questi anni sono stati eseguiti centinaia di migliaia di esercizi con i nostri dispositivi, e questo ci ha permesso di rafforzare le nostre convinzioni in merito alla bontà dell’esecuzione del movimento con biofeedback e capire meglio quali siano le richieste di pazienti e professionisti. 

Non solo, abbiamo anche introdotto delle valutazioni funzionali, articolari e di equilibrio per supportare i professionisti nella misurazione del paziente. 

Continueremo sempre a fornire strumenti di alta qualità per le cliniche, ma negli ultimi anni abbiamo assistito a un rapido cambio nei metodi e nei tempi di presa in carico dei pazienti, soprattutto in seguito a interventi ortopedici di tipo elettivo come protesi di anca e ginocchio.

CoRehab è nata 7 anni fa con un’idea precisa: usare la tecnologia per creare dei percorsi di riabilitazione domiciliare efficaci ed efficienti. 

Per questo motivo abbiamo creato Kari, il dispositivo per la riabilitazione a distanza (o riabilitazione domiciliare). 

Come raccontato nella pagina del prodotto, il professionista che conosce il suo paziente e gli esercizi di cui ha bisogno, non deve fare altro che programmarli via cloud tramite una semplicissima webapp. Il paziente avvia la app, indossa il sensore e seguendo dei video di estrema chiarezza si trova a svolgere gli esercizi come se il fisioterapista fosse con lui.

Solo che il fisioterapista non c’è fisicamente, è in clinica a prendersi cura di altri pazienti che magari in quel momento hanno più bisogno di lui. A fine giornata riceverà una mail o un semplice messaggio che gli notificherà l’avvenuta esecuzione degli esercizi (o meno) da parte del paziente. Consultando la pagina web di Kari, potrà visualizzare il risultato ottenuto su ogni esercizio, eventuali problemi o presenza di dolore. Insomma, tutte le informazioni che il paziente avrebbe dato se fosse stato lì con lui. E poi potrà cambiare gli esercizi e scambiare dei messaggi con il paziente, senza perdere tempo e senza richiedere al paziente di muoversi o di collegarsi proprio a quell’ora. Ognuno con Kari può fare il suo lavoro quando e come crede, e questo avviene nella migliore situazione possibile: il paziente a casa sua, il fisioterapista nei momenti liberi.

Quando ne parliamo ci viene sottolineato che quello che proponiamo è un cambio epocale per una disciplina, la riabilitazione, che da anni è rimasta ancorata a dei rigidi modelli organizzativi. 

Purtroppo questi modelli non sono più sostenibili e la tecnologia, ci ripetiamo, aiuta, è una reale e concreta opportunità da abbracciare e non osteggiare. Questa tecnologia non de-umanizza la riabilitazione, piuttosto crea un contatto, anche se a distanza, laddove questo contatto non può più esistere, perché gli ospedali e le strutture che possono offrire servizi di riabilitazione continuativi per certi pazienti sono e saranno sempre di meno, per i motivi che dicevamo all’inizio.

La nostra tecnologia si muove sempre e comunque assieme ai professionisti del movimento, cerca di aiutare chi realmente offre un servizio ai pazienti e chi ha la competenza perché questi recuperino o soffrano il meno possibile per problematiche muscolo-scheletriche. Noi abbiamo creato Kari, una piattaforma, uno strumento, non sostituiamo la competenza; adesso cerchiamo professionisti disposti ad offrire un nuovo servizio ai loro pazienti, a dare la loro competenza tramite una tecnologia innovativa.

La riabilitazione domiciliare inizia adesso, non è più il futuro!

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