RIABILITAZIONE DOMICILIARE

La riabilitazione domiciliare, una chimera o una reale necessità per evolvere la fisioterapia?

 

Si parla sempre più di riabilitazione domiciliare per il semplice fatto che le strutture riabilitative (private o pubbliche che siano) hanno sempre meno spazio e tempo per mantenere in clinica pazienti che dopo un evento traumatico o un intervento chirurgico devono sottoporsi a un ciclo di fisioterapia. 

Ma se per i pazienti più gravi ci sono strutture e organizzazioni che portano a casa del paziente un vero e proprio ospedale a domicilio, per tutti quei casi più semplici e leggeri, come interventi di protesi di anca e ginocchio o ictus, non è ancora stato previsto quasi niente. 

Nella maggior parte dei casi, i fisioterapisti più bravi e diligenti si prodigano per dare al paziente una lista di esercizi da fare o ci si appoggia a software che permettono di scorrere il programma giornaliero tramite una app. Alcune strutture hanno disposto dei servizi di visita a domicilio del paziente con dei veri e proprio fisioterapisti del territorio. Oppure, ci sono luoghi come Israele dove la telemedicina applicata anche alla riabilitazione sta diventando una realtà concreta. 

Ma sono casi isolati o,soluzioni parziali, e siamo ancora lontano da una vera e propria soluzione sistemica a un problema che diventerà sempre più importante e impattante.

 

La tele-riabilitazione infatti non può essere la soluzione per come è concepita adesso, perché costringe comunque il fisioterapista alla tele-presenza e quindi a dedicare tutto il suo tempo a un paziente che lavora da casa in un ambiente dedicato, oltretutto fisicamente separato dalla palestra. Oltre a svilire la professionalità del fisioterapista, questo metodo non è scalabile perché se da un lato alleggerisce le strutture, dall’altro limita l’azione del professionista ancora di più che nella riabilitazione faccia a faccia. 

La teleriabilitazione è quindi solo una risposta parziale alla problematica. È pur vero che un paziente stando a casa non occupa spazi e risorse in clinica e consente un risparmio notevole, ma al tempo stesso, nella teleriabilitazione per un’ora di esercizi a domicilio occorre allocare un’ora di tempo del fisioterapista. 

Il problema della compliance, ovvero della aderenza al programma assegnato dal fisioterapista, è serio e difficilmente si riesce a superare con tecniche di base come quelle sopra descritte a meno di una presenza continua del fisioterapista fisica o da remoto.

Attualmente, in seguito a un infortunio o un intervento chirurgico, molti pazienti ricevono esercizi specifici da svolgere senza supervisione a casa per favorire il loro recupero. Questi esercizi sono mirati specificamente a determinati gruppi muscolari o articolazioni, e risultano estremamente ripetitivi e noiosi.

Numerosi studi suggeriscono che la non aderenza a questi programmi di esercizi domiciliari può essere compresa tra il 30% e il 50%, il che costituisce un problema significativo: la scarsa compliance comporta un onere aggiuntivo per i pazienti e per gli operatori sanitari ed è anche responsabile di scarsi risultati clinici.

È evidente allora che occorre trovare un metodo per cui il paziente faccia gli esercizi in autonomia e che venga controllato in un secondo momento.

 

Una teleriabilitazione asincrona insomma, che potremo chiamare anche riabilitazione a distanza.

In questo scenario, che inevitabilmente rappresenta la naturale evoluzione della riabilitazione a domicilio, in che modo la tecnologia può supportare fisioterapisti e pazienti?

L’esercizio a domicilio è la parte preponderante del percorso riabilitativo di molti infortuni e problematiche. 

     “A CoRehab crediamo che l’esercizio sia la miglior medicina e sviluppiamo le tecnologie che permettono ai pazienti di fare i propri esercizi con la semplice supervisione del professionista competente. “

    In Italia ci sono già diverse strutture da nord a sud che utilizzano Riablo in clinica e che, molto spesso su richiesta del paziente, suggeriscono l’utilizzo della versione domiciliare del prodotto. 

    Ci sono pazienti che da oltre 12 mesi usano Riablo Home almeno 4 giorni a settimana 30’ al giorno, per svolgere esercizi controllati da remoto. I fisioterapisti o i fisiatri correggono tramite il backoffice il programma di esercizi, rendendolo più facile o più difficile a seconda dei risultati ottenuti dal paziente.

     “Tempo impiegato dal professionista? Circa 10’ di verifica e assegnamento degli esercizi per almeno una settimana di lavoro a casa.”

    Se il paziente non fa gli esercizi da un pò di giorni, scatta la notifica che arriva al professionista di riferimento, il quale può messaggiare il paziente stimolandolo a riprendere il programma assegnato oppure capire cosa sta succedendo. 

    Insomma, il paziente si sente assolutamente accompagnato e non abbandonato. E questo è il più grande stimolo che può ricevere, assieme ai punteggi finali e i complimenti (o rimproveri bonevoli) che il software gli può fare: il mio fisioterapista, il mio medico, mi continua a seguire anche mentre sono a casa. Scatta nel paziente lo stimolo a migliorare, a dimostrare che sta facendo bene e a “non barare”, come invece di solito succede.

    Kari è una ulteriore evoluzione di CoRehab che permette di rendere ancora più semplice e economico questo collegamento tra professionista del movimento e paziente quando questo si trova a casa propria. Kari è pensato per la riabilitazione di più breve durata, mentre Riablo è adatto a tutti quei pazienti che devono riabilitarsi per molto tempo e curare nel dettaglio il movimento di ogni singolo esercizio. 

    Ci sono pazienti che da oltre 12 mesi usano Riablo Home almeno 4 giorni a settimana 30’ al giorno, per svolgere esercizi controllati da remoto. I fisioterapisti o i fisiatri correggono tramite il backoffice il programma di esercizi, rendendolo più facile o più difficile a seconda dei risultati ottenuti dal paziente.

     “Qualunque sia il problema, CoRehab offre ai professionisti la soluzione ideale per continuare a seguire i pazienti a domicilio e aumentare compliance e soddisfazione.”

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